Con questa “pillola” desidero proporvi alcune brevi riflessioni sull’’internazionalizzazione del business.Da alcuni anni nei media economici non si parla che di Cina, India, Russia e Brasile. Molti di voi avranno già operations in questi paesi o considerano la possibilità di entrarvi. Perfetto, avete considerato anche altri paesi molto interessanti per il vostro sviluppo commerciale e produttivo?

Messico, Turchia, Polonia, Corea, per citarne alcuni, sono decisamente promettenti. Difficili? Certo, ma ciò fa parte del fare impresa.

Come approcciare questi mercati?

Metodo, relazioni e rischio calcolato.

Un’’ analisi approfondita delle possibilità della propria azienda nel paese è necessaria, il calcolo dell’’investimento e del rischio ad esso collegato segue, dopodiché si procede nella ricerca di un partner locale adeguato. Queste fasi non sono sempre in sequenza, possono essere sovrapposte, in quanto forniscono reciprocamente elementi utili le une alle altre.

Va considerato che l’’internazionalizzazione non va perseguita solo ed esclusivamente per espandere il proprio giro d’’affari e la presenza globale, ma anche per difendere il proprio mercato. Il tasso di competitività aumenta con la crescita del proprio export e con essa anche la capacità di mantenere la propria quota nel mercato interno.